La devastazione causata dal Ciclone Harry nel gennaio 2026 ha lasciato il Porto Rossi di Catania in uno scenario apocalittico. Con moli distrutti e imbarcazioni affondate, il futuro di questa storica insenatura di Piazza Europa è oggi al centro di un acceso dibattito tra chi spinge per la ricostruzione e chi vede nel disastro l’occasione per “restituire il mare” ai cittadini.
La Posizione dei Gestori: “Ricostruiremo Tutto”
I responsabili del Porto Rossi hanno espresso una ferma volontà di ripartire: “Faremo tutto ciò che è nelle nostre possibilità per ricostruire il porto turistico Rossi”. Per la proprietà, l’area rappresenta un’eccellenza della nautica catanese con oltre 60 anni di storia, un punto di riferimento per il diporto che garantiva centinaia di posti barca e servizi specializzati.
L’Ostacolo della Burocrazia e le Origini dell’Insenatura
Il percorso verso il ripristino è però tortuoso. L’area è attualmente classificata con un livello di pericolosità di grado 4 ( In un contesto di rischio idrogeologico o di protezione civile, il Grado 4 rappresenta generalmente il livello massimo di allerta o pericolosità).
Inoltre, la ricostruzione deve affrontare un “dedalo di pastoie burocratiche” che coinvolge:
- Capitaneria di Porto e Demanio: per le concessioni demaniali, spesso criticate da associazioni civiche.
- Genio Civile e Ufficio Urbanistica: chiamati a valutare la solidità di una struttura nata in parte sopra una discarica abusiva di materiale edile degli anni ’60.
- Corpo Forestale: per i vincoli ambientali legati alla costa.
L’Alternativa: Una Spiaggia per i Catanesi?
Mentre i gestori pianificano la rinascita, cresce il fronte dei cittadini e delle associazioni che chiedono di non ripristinare il porto privato. L’idea è quella di rimuovere i detriti e le barriere per creare una spiaggia pubblica o una zona di balneazione libera. (Nella foto di copertina si vede l’attuale spiaggia che si è venuta a formare dopo il ciclone Harry)
- Le motivazioni: Molti cittadini lamentano che il porto, con i suoi cancelli e barriere, abbia storicamente sottratto un tratto di costa alla libera fruizione.
- L’opportunità: La rimozione dei moli distrutti dal ciclone potrebbe facilitare la creazione di un accesso diretto al mare in un punto della città dove la costa è attualmente inaccessibile.
Il Futuro nel Nuovo Piano Regolatore Portuale
Il destino del Porto Rossi si intreccia con il nuovo Piano Regolatore Portuale di Catania, approvato a fine 2025, che mira a rendere il porto un luogo più “aperto e connesso” alla città, prevedendo nuove promenade e spazi per la vita urbana. Resta da vedere se le istituzioni decideranno di avallare una ricostruzione privata o se accoglieranno le istanze per una riqualificazione pubblica dell’area.
